Seguo il mio sesto senso o il mio senso del dovere? – Una guida alla scelta
Quando ci troviamo di fronte a decisioni importanti o situazioni complesse, può essere difficile capire quale strada seguire: quella indicata dal nostro sesto senso o quella dettata dal senso del dovere.
Il sesto senso è quel senso di intuizione profonda che ci guida senza una logica apparente. È quella voce interiore che ci avverte di fare o evitare qualcosa, anche quando non ci sono prove tangibili a sostegno della nostra decisione. È una sensazione istintiva che deriva da una combinazione di esperienza passata, percezioni inconsce e sensibilità emotiva.
D’altra parte, il senso del dovere è il nostro senso di responsabilità e obbligo verso gli altri o verso noi stessi. È il rispetto delle norme sociali, delle regole e degli impegni presi. È ciò che ci spinge a fare ciò che riteniamo giusto o necessario, anche se non è necessariamente ciò che desideriamo o sentiamo nel profondo.
Quando ci troviamo di fronte a una decisione difficile, come scegliamo tra queste due forze guida. Mi ricordo di due momenti ben precisi in cui mi sono ritrovata davanti a questo interrogativo:
- La scelta dell’università, nel 2006;
- La decisione se cambiare o meno lavoro, nel 2023.
Da piccola se qualcuno mi avesse chiesto cosa volessi fare da grande, sicuramente non avrei risposto la commercialista. Tuttavia, il mio senso del dovere e la mia voglia di indipendenza, mi portarono ad accogliere il suggerimento delle persone a me più vicine in merito al percorso universitario: con una laurea in economia non avrei fatto fatica a trovare lavoro.
Il mio sogno era un altro, ma il bisogno di realizzazione era più forte e così mi sono laureata in economia e commercio e poi abilitata a dottore commercialista e revisore legale. Grazie a questa scelta ho acquisito la mia totale indipendenza, mi sono sentita economicamente realizzata e finalmente ho potuto dare sfogo a tutti quei desideri che per tanto tempo avevo solo idealizzato, primo fra tutti viaggiare. Ho visitato diverse parti del mondo, dall’America all’oriente, dai tropici alle piccole e grandi capitali.
Ma nel 2021, quando è arrivata mia figlia, qualcosa è cambiato. Ho iniziato ad avvertire la necessità di tornare a dedicarmi a quella passione che avevo lasciato nel cassetto scegliendo di studiare economia: l’essere umano come persona e le sue relazioni. Quella parte di me che avrebbe voluto tanto studiare psicologia stava tornando a farsi viva. Volevo che mio marito e mia figlia vedessero una moglie, mamma e donna innamorata e felice del proprio lavoro, volevo che chiunque intorno a me avesse la dimostrazione che seppur con un po’ di sacrificio iniziale, è possibile fare della propria passione un lavoro.
Certo, ormai la mia identità lavorativa era chiara ed affermata: dottore commercialista in uno degli studi più affermati della città, per di più part-time per poter vivere al meglio la maternità.
Pensare ad un cambiamento non poteva che essere una follia.
Tuttavia, questa volta le cose stavano diversamente e il mio sesto senso non poteva rimanere inascoltato, ho iniziato a chiedermi cosa davvero mi appassionasse, mi facesse “volare il tempo” e ho iniziato a studiare counseling e coaching, non per farne necessariamente un lavoro, l’ho fatto in primis per me stessa, per coltivare un interesse che mi faceva stare bene. Nel frattempo ho intrapreso un percorso di coaching personale, volevo discutere e analizzare con un professionista questo mio sesto senso che mi portava a valutare un’alternativa al mio attuale lavoro, avevo bisogno di sciogliere dubbi e perplessità che da tempo mi attanagliavano ed indagare le mie attitudini.
Se dovevo dare una svolta drastica alla mia vita professionale, volevo essere sicura fosse la scelta migliore per me. Rispetto al 2006 (quando la voglia di indipendenza e realizzazione la faceva da padrona), questa volta mi sono fermata e ho deciso di analizzare quello che il sesto senso aveva da dirmi. In poco tempo tutto mi è stato più chiaro: non era necessario prendere una decisione drastica, potevo comunque rimanere accanto alle aziende ma in un’altra veste, quella più affine a me e in linea con le mie attitudini, così mi sono specializzata in business coaching.
Cosa mi ha insegnato questa esperienza? Innanzitutto che è importante ascoltare il proprio intuito. Il sesto senso spesso ci fornisce preziose informazioni che possono sfuggire alla nostra razionalità. Se proviamo un forte senso di disagio o di esitazione riguardo a una decisione, potrebbe essere il nostro istinto che ci avverte di prestare attenzione. È importante non ignorare questa voce interiore e dare il giusto peso alle nostre sensazioni. Al tempo stesso, non possiamo trascurare il senso del dovere. Esistono situazioni in cui è necessario sacrificare i nostri desideri personali in nome del bene comune o degli obblighi professionali. Ciò non significa che dobbiamo ignorare completamente il nostro sesto senso. Possiamo trovare un equilibrio tra il rispetto degli impegni presi e l’ascolto delle nostre intuizioni, cercando soluzioni che soddisfino entrambi i fronti.
Come coach, incoraggio i miei clienti a praticare la consapevolezza e la riflessione prima di prendere decisioni importanti, chiediti:
- quali sono le tue motivazioni profonde;
- quali sono i tuoi valori;
- quali sono le conseguenze delle tue azioni.
Integra il tuo sesto senso con il senso del dovere, lavorando verso una decisione che sia autentica, responsabile e in linea con il tuo scopo. Ricorda che non esiste una risposta giusta o sbagliata quando si tratta di seguire il proprio sesto senso o il proprio senso del dovere. Ogni situazione è unica e richiede una valutazione ad hoc. Ciò che conta davvero è essere consapevoli delle proprie scelte e agire in modo coerente con ciò che in quel momento sentiamo sia giusto per noi stessi e per gli altri. La prossima volta che ti troverai ad affrontare un dilemma tra il tuo sesto senso e il tuo senso del dovere, ricorda quindi di ascoltare te stesso, rifletti sulle tue motivazioni e agisci con integrità nel rispetto dei tuoi valori.
Il coaching ci insegna che la risposta che cerchiamo è già dentro di noi, dobbiamo solo farla emergere.
P.S.
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