Ti sei mai sentit* “non abbastanza”? Come superare questa fastidiosa sensazione

Se dovessi pensare a come sono arrivata ad essere la persona che sono oggi, mi vengono in mente tanti momenti della mia infanzia e della mia adolescenza in cui mi sono sentita “non abbastanza”. Non abbastanza brava, non abbastanza bella, non abbastanza benestante, non abbastanza in centro città, non abbastanza figlia di genitori presenti, non abbastanza estroversa ecc. ecc. Ad ognuno di questi “non abbastanza” ricollego rinunce ben precise.

I miei genitori arrivavano da famiglie umili composte da tanti figli. Per loro la rinuncia era naturale, non c’erano le condizioni per pensare che le cose sarebbero potute andare diversamente, etica ed umiltà erano i valori primari e i sacrifici erano indispensabili per la creazione di una stabilità familiare e sociale, ancor prima che economica. I modelli di riferimento erano sempre gli stessi: “il bravo bimbo” e il “gran lavoratore”.

La ricerca della perfezione per me era una costante, non c’era riconoscimento senza perfezione, e non c’era felicità senza riconoscimento. Ad ogni “devi fare…”, “attenta a come ti comporti…”, “questo no…” io provavo però un senso di sofferenza e disapprovazione. Mi sentivo afflitta e al tempo stesso arrabbiata per tutte le rinunce che ero costretta a fare, volevo pensare che potesse esistere qualcosa di diverso, che facendo qualcosa di diverso si potesse arrivare a qualcosa di diverso. Ero sempre alla ricerca della mia nuova opportunità.

Fu così che a 15 anni, contro la volontà dei miei genitori, decisi di trovarmi un lavoretto. Durante gli anni del liceo nel weekend lavoravo come cameriera in pizzeria. Fu la mia prima grande conquista, con un pizzico di coraggio e un po’ di caparbietà mi stavo guadagnando la possibilità di iniziare a fare qualche mia piccola scelta.

L’odore del forno a legna, il profumo delle pizze appena sfornate, il vocio allegro dei clienti e quei tavoli ben imbanditi… Fin dalle prime serate ho avvertito una bella sensazione di benessere, il lavoro mi piaceva, faticoso sicuramente, ma ogni singola persona, con la propria personalità, weekend dopo weekend, mi stava arricchendo e senza saperlo mi stava restituendo una grande consapevolezza: non era proprio così vero che non ero abbastanza. In molti apprezzavano quello che per me era scontato e non rilevante: la cortesia, la gentilezza, il sorriso, la velocità e l’accuratezza.

Così presa da gestire con puntualità gli ordini, il giudizio altrui era inconsciamente passato in secondo piano. La consapevolezza di essere una giovane apprendista mi permetteva di “sbagliare”, e questo mi sollevava, mi faceva sentire più leggera. Troppo spesso siamo duri con noi stessi, ci critichiamo e ci giudichiamo senza pietà perdendoci chi siamo davvero.

Cosa succederebbe se per un attimo ci dimenticassimo del giudizio? Se trattassimo noi stessi con la stessa gentilezza e compassione che riserviamo agli altri? Renderci “fallibili”, imparare a perdonare i nostri errori e al contempo riconoscere i nostri successi e celebrare i nostri progressi, può aiutarci a superare il senso di inadeguatezza.

È importante ricordare che il successo non è una linea retta. Ci saranno alti e bassi lungo il percorso, e ciò che conta è la nostra resilienza nel continuare a spingerci avanti nonostante le sfide. Se capiamo che ogni errore commesso è una lezione imparata ci riscopriremo inconsapevolmente più forti e più capaci di affrontare le sfide future.

Chiediti cosa puoi imparare da ogni esperienza.

Chiediti chi passato qualche tempo si ricorderà davvero di quell’errore.

Chiediti cosa puoi fare per sviluppare le tue competenze e aumentare la fiducia in te stesso.

Forse potresti investire in formazione aggiuntiva, cercare il supporto di un coach o concentrarti su piccoli obiettivi che ti aiutino a ottenere successi tangibili, ricorda: sei più di quanto pensi di essere. Hai talenti unici, esperienze preziose e una prospettiva unica da offrire al mondo, devi solo rendertene conto.

Abbraccia la tua autenticità e abbi fiducia nel tuo valore. Solo allora potrai veramente superare quel sentirsi “non abbastanza” e realizzare il tuo pieno potenziale. Mettici anche un pizzico di incoscienza se serve. E alla prossima occasione in cui ti sentirai “non abbastanza”, ricorda: non sei solo, in tanti ci siamo sentiti così, non lasciare che questo sentimento ti trascini giù. Sfrutta questa opportunità per crescere, impara e diventare la migliore versione di te. Chiediti qual è il metodo migliore per farlo e agisci.

Non dimenticare che sei più che abbastanza: sei unico.

P.S.

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